Benvenuto nel sito del S.I.Ve.M.P.
Giovedì, 09 settembre 2010

Data: 09/03/2010

BOCCONI: SSN BUONO MA ENORMI DISUGUAGLIANZE TRA REGIONI


Una buona offerta complessiva con punte di vera eccellenza, e un costo medio neanche eccessivo, ma enormi disuguaglianze tra una Regione e l'altra come non se ne vedono in nessun Paese occidentale. E' la fotografia del Servizio sanitario nazionale (Ssn) scattata dalla Sda Bocconi di Milano, che ha pubblicato il Rapporto Oasi 2009 sull'aziendalizzazione della sanita' in Italia.

"Il nostro sistema ha buoni, a volte ottimi risultati", ha spiegato il direttore del Cergas Bocconi, Francesco Longo, nel corso di un seminario per presentare la nuova 'Academy of health care management and economics' che vede la partnership di Bocconi e Novartis. E ha sottolineato: "Costa il 6,8 per cento del Pil, contro il 10 di Francia e Germania. Il problema e' l'enorme divario nord-sud, che pesa come un macigno sul sistema".

Alcuni numeri parlano chiaro: le tre Regioni con i conti piu' disastrati Lazio, Sicilia e Campania da sole pesano per l'80 per cento del disavanzo dell'intero Ssn. Nel Lazio, in particolare, ogni abitante ha accumulato 1.960 euro di debito sanitario, mentre in Campania sono 1.191, contro le regioni 'virtuose' che si fermano, ad esempio, ai 119 euro della Toscana o addirittura ai 41 euro pro-capite della Lombardia. "Senza le tre regioni piu' disastrate - ha segnalato Longo - il disavanzo che oscilla attorno al 3-4 per cento sarebbe appena dell'1 per cento".

E ha aggiunto: "Il problema e' nelle 'best practice'. Prendiamo la Sicilia: ha 1.200 laboratori di analisi tra pubblici e privati, uno ogni 5.000 abitanti, quando l'ideale sarebbe uno ogni 50.000. E l'isola e' piena di piccoli ospedali, uno ogni 10 chilometri, da 100-150 posti letto, con un basso livello di specialistica, che impediscono la nascita di un moderno sistema multilivello".

Lo studio della Bocconi ha preso in esame undici aziende sanitarie scelte in tutto il paese, e le differenze tra di loro ancora una volta sono risultate enormi. In una c'e' una media di codici bianchi al pronto soccorso (cioe' di casi inutili, che andrebbero curati a casa) di 0,15 per residente, in un'altra di 0,55. In alcune il 100 per cento delle prenotazioni passano dal Cup, in altre appena il 12. E se per una Tac in alcune zone il 100 per cento dei pazienti aspettano massimo un mese dalla richiesta, in altre appena il 33 per cento. Problemi strutturali su cui e' impossibile intervenire senza un'azione di lungo respiro, resa ancora piu' difficile, segnala il rapporto, dalla brevita' della durata media in carica dei direttori generali in alcune regioni. Se a Bolzano un direttore di Asl dura in media nove anni, in Calabria 'resiste' appena 1,48 anni, prima di essere scalzato da inesorabili logiche di 'spoil system' e di clientelismo. E un direttore di Azienda ospedaliera rimane mediamente in carica 5 anni e mezzo in Liguria, e appena 3,15 nel Lazio. "Servono strumenti per incentivare le buone pratiche - ha spiegato Longo - e l'Academy nata dalla collaborazione tra Bocconi e Novartis puo' essere utilissima, perche' i problemi si conoscono ma non si sa come affrontarli. L'obiettivo deve essere quello di portare il terzo del Ssn che offre pessime prestazioni a costi elevati al livello del terzo, che invece e' ottimo e a costi piu' ridotti".

Fonte Agi

Rapporto OASI 2009

Introduzione

Indice

Stampa questa comunicazione Invia a un amico



pagina precedente

Valid XHTML 1.1! Valid CSS! PHP Powered!