Data: 09/03/2010
COMUNICATO STAMPA
9 marzo 2010
9 marzo 2010
VERTENZA SALUTE “FERMIAMOLI”. MANIFESTAZIONE A ROMA 9 MARZO
GRASSELLI : « AL MINISTERO E ALLE REGIONI DICIAMO: ASCOLTATECI».
CHIESTO A TUTTI I CANDIDATI PRESIDENTI L’IMPEGNO PER MIGLIORARE IL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE
Proprio riguardo al ruolo del sindacato, Grasselli ha riservato alcuni passaggi alle “pagelle” del ministro Brunetta, la sperimentazione di un “nuovo” metodo di valutazione, attuato, ha sottolineato, bypassando le organizzazioni sindacali. «La nostra categoria – ha osservato - dal 1995 ha un contratto che prevede la valutazione. Anzi, proprio la dirigenza medica è stata la prima categoria a parlare di un sistema valutativo. Il risultato paradossale è che oggi, invece, siamo accusati di essere fannulloni che si sottraggono a misurazioni di merito e competenza».
Il presidente Fvm ha ricordato il rischio, sventato solo lo scorso anno, di un taglio dello stipendio del 30 per cento destinato al salario di produttività. «Sarebbe stata una sciagura che avrebbe portato non solo alla decurtazione di un terzo delle nostre retribuzioni, ma anche, poi, delle nostre pensioni. Facciamo attenzione, allora: questo pericolo non è definitivamente fugato e si ripresenterà quasi sicuramente se questa vertenza dovesse dimostrare un cedimento, se venissero meno l’unità e la forza dei nostri sindacati»
Al termine della manifestazione tutti i partecipanti hanno raggiunto la sede della Presidenza delle Regioni, dove le organizzazioni sindacali hanno consegnato simbolicamente il documento “Impegno per la sanità pubblica”. La richiesta a tutti i candidati presidenti delle Regioni è di sottoscriverla e dimostrare in questo modo che, al di là dei facili slogan, esiste la volontà da parte dei futuri governanti di dare risposte adeguate ai mille problemi della sanità italiana. Un impegno comune, insomma, perché si attuino al più presto, politiche di buona sanità. E per salvare il servizio sanitario nazionale dai cattivi politici e dagli amministratori affaristi
Impegno per la sanità pubblica





