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30.01.2018

Dibattito sulla nuova PAC al Consiglio agricoltura UE

Si è svolto ieri il Consiglio dei Ministri europei dell'agricoltura e della pesca, il primo dell'attuale presidenza bulgara, che ha presentato il programma di lavoro per il semestre.

Tra i punti all'ordine del giorno: il dibattito sulla nuova Politica Agricola Comune e il commercio internazionale dei prodotti agricoli, con particolare attenzione ai negoziati di libero scambio in corso e a quelli futuri intrapresi dall'Unione europea.

Il Consiglio ha discusso in particolare la comunicazione "Il futuro dell'alimentazione e dell'agricoltura", adottata dalla Commissione Ue il 30 novembre 2017 (al termine di una prima consultazione pubblica che ha raccolto 320mila risposte) che definisce la visione della Commissione sulla Pac per il periodo successivo al 2020.

I ministri hanno sottolineato il valore aggiunto della PAC per agricoltori, cittadini e per la società nel suo insieme e il suo ruolo chiave nel contribuire a un reddito equo per gli agricoltori, garantendo al contempo la sicurezza alimentare e la produzione in tutta l'UE, contribuendo alla sfida ambientale e di mitigazione del clima, e a mantenere le zone rurali forti e sostenibili.

"Ci troviamo di fronte a un grande cambiamento, necessario per venire incontro alle richieste dei cittadini e degli agricoltori. Abbiamo dunque bisogno di una Politica Agricola Comune più semplice - afferma il Ministro Maurizio Martina - che tuteli il reddito di quanti operano in questo settore, dando loro risposte concrete, e che tenga conto anche delle sfide climatiche e della sicurezza alimentare, due temi cruciali sui quali dobbiamo tenere alta l'attenzione. Le regole più restrittive che gli agricoltori europei sono chiamati a rispettare in materia di ambiente, salute e benessere animale, senza considerare i diritti umani e la sicurezza del lavoro, oggi sono percepite come un insieme di vincoli che si traducono solo in maggiori costi. Un sistema produttivo basato su regole più virtuose deve invece essere valorizzato, rendendo trasparente e tracciabile l'intero processo produttivo: dal territorio di provenienza dei prodotti ai metodi di produzione, passando per la trasformazione, fino alla commercializzazione. Questioni che possono essere risolte con norme comuni sull'etichettatura obbligatoria dell'origine delle materie prime agricole, come già fatto dall'Italia."

Sul fronte degli accordi commerciali: "Sono uno strumento estremamente importante - conclude Martina - per aprire nuovi mercati e dare opportunità ai nostri produttori. Ma servono regole giuste. La nostra priorità è tutelare i prodotti sensibili, e le nostre Indicazioni Geografiche. Il mancato riconoscimento o una tutela parziale delle Ig possono creare enormi penalizzazioni alle produzioni europee di qualità e vanificare gli effetti positivi dell'apertura di nuovi mercati."

Il 22 gennaio 2018 la Commissione Ue ha lanciato una nuova consultazione pubblica sull'efficacia dei programmi di sviluppo rurale del periodo 2007-2013 che contribuirà alla stesura della Politica agricola comune  post 2020. La consultazione è aperta fino al 20 aprile 2018,

 

Comunicazione della Commissione Ue "Il futuro dell'alimentazione e dell'agricoltura" (in italiano)

Consultazione pubblica (in italiano)

A cura della segreteria SIVeMP

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